Casseforti ProgettoProgettazione · Napoli
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Il metodo di progettazione

Dal brief alla tavola esecutiva, con le verifiche nell'ordine corretto.

Progettare un vano di custodia significa risolvere in anticipo cinque problemi che, affrontati in cantiere, diventano compromessi: quale parete, quali misure, come alimentare l'apparato, come chiudere il vano e in quale momento intervenire rispetto alle altre lavorazioni.

Scelta della parete

Non tutte le pareti sono candidabili. Servono spessore adeguato, consistenza omogenea e assenza di percorsi impiantistici nella zona interessata. Le pareti perimetrali verso l'esterno pongono un tema di umidità, i tramezzi leggeri non offrono ancoraggio utile, le pareti portanti richiedono una valutazione strutturale esterna. Il risultato della verifica è un elenco ordinato di posizioni possibili, con i limiti di ciascuna.

Dimensionamento e tolleranze

Ogni costruttore indica le tolleranze del vano per i modelli a incasso: uno spazio insufficiente rende impossibile l'inserimento, uno eccessivo compromette il fissaggio e la resa della finitura. Le misure vanno riportate nel disegno con quote precise, non comunicate a voce all'impresa.

Alimentazione elettrica

Le serrature elettroniche funzionano a batteria, ma diversi modelli prevedono o consentono l'alimentazione di rete come supporto. Se questa opzione interessa, il punto va previsto prima della chiusura delle tracce: aggiungerlo dopo significa una nuova traccia su una parete finita.

Chiusura del vano

La finitura determina il risultato visibile: pannello a filo, anta di un armadio, sportello rivestito come la boiserie, specchio o quadro su cerniere. Ogni soluzione incide sulla profondità utile e sull'apertura della porta dell'apparato, quindi va decisa prima della posa.

Cronoprogramma

L'ultima verifica riguarda i tempi. Indichiamo in quale fase dobbiamo intervenire e cosa deve essere completato prima: tracce chiuse, muratura asciutta, pavimento posato o arredo consegnato. Un vano realizzato nel momento sbagliato costringe a lavorare due volte.

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Integrazione negli arredi

Quando la soluzione migliore non è nel muro ma dentro un mobile.

In molti appartamenti del centro le pareti sono in muratura antica di spessore irregolare, con volte e nicchie preesistenti che rendono l'incasso complicato. In questi casi l'integrazione nell'arredo è spesso preferibile: cabina armadio, mobile della zona notte, boiserie di uno studio.

Il punto critico è il carico. Un apparato di duecento chili inserito in un mobile richiede una struttura di supporto dimensionata e un ancoraggio che scarichi il peso sul pavimento o sulla parete retrostante, non sui pannelli dell'arredo. Per questo le specifiche vanno consegnate al falegname prima della produzione: rinforzi, spessori, punti di passaggio degli ancoranti e luce utile per l'apertura della porta.

Quando l'arredo è già montato le possibilità si riducono ma non si azzerano: valutiamo se il mobile può essere modificato in sicurezza oppure se conviene una posizione diversa. Anche in questo caso lo diciamo prima del preventivo.

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Cosa consegniamo

Documenti utilizzabili da impresa, falegname e progettista.

Elaborati

  1. Pianta e sezione con la posizione quotata del vano.
  2. Misure interne del vano con le tolleranze richieste dal modello.
  3. Indicazione dei requisiti elettrici, dove previsti.
  4. Specifiche di rinforzo per l'integrazione negli arredi.
  5. Sequenza di posa collocata nel cronoprogramma dei lavori.
  6. Rapporto finale di installazione, al termine dell'intervento.

Per una valutazione scrivi a info@cassefortiprogetto.pro allegando, se disponibili, le planimetrie in PDF.